La Fonte degli Angeli
Un omaggio all’arte e alla nobiltà
È sulla statale per Monterotondo, situata a poca distanza dal centro urbano, che la Fonte degli Angeli, restaurata nel 1582 da Jacopo VI di Appiano, principe di Piombino, ha costituito da tempi immemorabili una delle principali fonti di approvvigionamento idrico della comunità e la sua bellezza è una vera gioia per chi la ammira
Un esempio affascinante di architettura funzionale ed elegante, con due vasche rettangolari addossate, pronte a raccogliere l'acqua limpida che disseta gli abitanti di Suvereto.
Dietro le vasche, un fronte decorato con due lastre marmoree, ciascuna con una rosetta da cui un tempo sgorgava il getto d'acqua.
I lati della fontana sono incorniciati da due muri merlati, che le conferiscono un aspetto quasi fortificato, aggiungendo un tocco di maestosità all'insieme.
Al centro del frontone, un elemento cattura subito lo sguardo: la copia, realizzata in polvere di marmo, della "Madonna della Fonte degli Angeli" di Andrea Guardi.
Un'opera d'arte che un tempo abbelliva questo luogo e la cui versione originale è ora conservata nel vicino Museo di Arte Sacra
Subito sotto, spicca lo stemma della potente famiglia Appiani, Principi di Piombino, restaurato nel 1998 e accompagnato da un'epigrafe commemorativa in caratteri capitali